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LA STORIA

LA STORIA

Nell’antichità 
Il paese è incastonato tra le rocce di galestro rosso, con la qual pietra sono costruite le abitazioni private ed il Castello, ubicato nel luogo più eminente, ed adibito a Palazzo Pretorio. Sopra l’ingresso del Castello è situata l’arma Medicea: sei palle sormontate da tre stelle in gonfolina con la scritta COSM D il die P.AGOS M565.
Il Repetti noto storico della Toscana, avanza l’ipotesi che Castellina sia di origine etrusca. Ciò si desumerebbe anche dalla tecnica con cui si scava l’alabastro nelle cave che si trovano nella zona.

Nel Medioevo
Già intorno all’anno ‘900 l’esistente ed intensa attività di compravendita nel territorio di Castellina, è comprovata da numerosi atti notarili, conservati negli Annali Pisani.
Siamo certi che nel 1200 Castellina si costituì in Comune (da Statuto scritto su pergamene che esisteva negli archivi comunali ed oggi smarrito). Sappiamo che nel Medioevo fu un forte Castello, sia perché vicino alla costa, come retroguardia a quello di Rosignano M.mo, sia perché dalla sua altura si poteva agevolmente dominare l’importante strada della Via Emilia. Notizie molto più sicure le abbiamo intorno al XIII sec.; infatti sappiamo con certezza che nel 1267 la Repubblica di Pisa acquistò il Castello da Aldobrando che apparteneva alla Consorteria dei Soana (nel grossetano). In quel periodo in Castellina, vi ebbero possedimenti i Conti della Gherardesca ed i conti di Strido. Nel 1345 signoreggiava in Castellina, tale Ugo di Giovanni della Gherardesca detto Bacarozzo, Conte di Montescudaio e Vicario di Pisa per la Maremma, il quale ribellò gli abitanti di Castellina alla Repubblica di Pisa, così come fecero i suoi fratelli in altri paesi della Maremma. La ribellione non durò molto e Castellina ritornò sotto La Repubblica di Pisa fino al 1406. Il 25/10/1406, Castellina insieme alle altre contrade pisane, fu sottomessa alla Repubblica Fiorentina ed in segno di sudditanza, cedette ai conquistatori il Castello, con l’offerta annuale di un cero di 10 libbre per la festa di S. Giovanni del 24 giugno. Sotto Firenze Castellina ebbe statuti propri, come si può vedere presso l’Archivio di Stato di Firenze e l’Archivio Arcivescovile di Pisa, dove sono ancora visibili gli Statuti di Castellina dal 1522 al 1584.

Epoca Granducale
Durante la sua reggenza (1621-1627), Ferdinando II eresse Castellina (17/3/1628) in marchesato, concedendo il Castello in feudo al Signor Lorenzo De’ Medici; durante questo periodo si ebbe la peste. Moltissime furono le vittime anche in Castellina. I marchesi di Castellina discendevano da uno dei rami più antichi deiMedici, quello di Giovanni dei Bicci (1360-1429). Questa la successione della famiglia: Lorenzo (1587-1656), Raffaele (1656-1677), Antonio (1677-1715).Alla morte di Antonio il marchesato tornò ai Medici regnanti; tuttavia risulta che i privilegi siano stati trasferiti ad altri (nel 1738 in favore del marchese Francesco Maria de’ Medici, cui seguirà Cosimo, poi Aldobrando). Un titolo poi è stato ereditato dai Medici Tornaquinci che come marchesi di Castellina sono iscritti nell’albo d’oro della nobiltà italiana e nell’elenco ufficiale della suddetta del 1934. Durante il Granducato di Leopoldo II (1824-1859), si verificò nella provincia di Pisa (14 agosto 1846) un violento terremoto. Anche Castellina fu colpita, non si rammentano morti, ma solo danni alle abitazioni.

Epoca Risorgimentale
Scoppiano in Italia i primi moti irredentisti. Castellina fornì un discreto contingente di volontari alle guerre di indipendenza del 1848 e del 1859. Essa fu uno dei primi paesi a piantare l’albero della libertà ed uno degli ultimi ad abbatterlo. Il 28 Aprile 1859, giorno successivo alla cacciata dei Lorena, il paese fu tutto in festa e fu uno dei primi ad innalzare il tricolore.L’11 e 12 Marzo 1860, anche a Castellina vi fu il Plebiscito per decretare l’annessione della Toscana al Piemonte.

I risultati della votazione furono i seguenti:
247 voti per l’Unione con il Piemonte 
8 voti per il regno
6 voti nulli

 

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